Sanità a Civitavecchia: non basta inaugurare, servono medici e servizi
Il nuovo Pronto Soccorso e la Casa di Comunità sono un passo avanti. Ma restano carenze di personale, servizi e organizzazione.
di Filippa Abbate, coordinatrice UDC Civitavecchia · Civitavecchia · 4 ottobre 2026 · 2 min di lettura
CIVITAVECCHIA – Parlare di sanità a Civitavecchia significa parlare di un diritto fondamentale dei cittadini: il diritto a essere curati vicino a casa, in tempi ragionevoli e con servizi efficienti.
Il territorio ha finalmente visto l'inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso dell'Ospedale San Paolo e della nuova Casa di Comunità. Si tratta di interventi importanti, che rappresentano un investimento di oltre 2,7 milioni di euro e che possono migliorare concretamente l'offerta sanitaria. Ma una struttura nuova, da sola, non basta.
Un ospedale è fatto prima di tutto di persone: medici, infermieri, OSS, tecnici e operatori sanitari.
E proprio sul personale rimangono interrogativi importanti. A gennaio il sindaco di Civitavecchia, nella sua veste di presidente della Conferenza dei Sindaci della ASL Roma 4, aveva segnalato una situazione di sottodimensionamento del personale, in particolare nel comparto infermieristico e nelle altre professioni sanitarie, oltre a una forte età media dei dipendenti.
La stessa ASL ha pubblicato nel 2026 una procedura per la stabilizzazione di 19 infermieri, segnale dell'esigenza di rafforzare l'organico.
Liste d'attesa e servizi: il cittadino non può aspettare La vera sfida adesso è fare in modo che gli investimenti producano,servizi concreti.
Il tema riguarda anche le liste d'attesa e la disponibilità delle diverse specialità. Sono state evidenziate criticità in alcuni servizi della ASL Roma 4, compresa la situazione del SerD, dove a gennaio veniva segnalata la presenza di un solo dirigente medico rispetto ai quattro previsti. Non possiamo chiedere a un cittadino anziano, a una famiglia o a una persona fragile di affrontare mesi di attesa o di essere costretto a spostarsi lontano da Civitavecchia per ricevere una prestazione.
L'UDC: la sanità deve tornare al centro Come UDC Civitavecchia riteniamo che sulla sanità non debbano esserci divisioni ideologiche.
Riconosciamo gli investimenti realizzati e le nuove strutture, ma chiediamo che vengano accompagnati da una precisa strategia sul personale e sui servizi.
Più medici. Più infermieri. Più assistenza territoriale. Meno liste d'attesa. E soprattutto una programmazione chiara che permetta ai cittadini di sapere quali servizi troveranno nel proprio territorio e con quali tempi.La sanità non può essere valutata soltanto dal numero di inaugurazioni. Si misura nella qualità dell'assistenza che un cittadino riceve quando ha bisogno.
Civitavecchia merita una sanità all'altezza della sua popolazione e del suo territorio.
Come UDC continueremo ad ascoltare cittadini, famiglie e operatori sanitari e a chiedere alle istituzioni risposte concrete.
Perché quando una persona entra in ospedale non porta con sé un numero o una statistica: porta la propria vita, la propria salute e la propria dignità.